Chiama il numero verde

Dall'Italia
800 150 150

Dall'estero
+39 051.6174267

Area scientifica

ALOPECIA

Alopecia areata

L'alopecia areata è una patologia legata a un disordine dell'immunità cronico che colpisce i follicoli in fase anagen (di crescita) e che causa in genere chiazze glabre, oltre al cuoio capelluto possono essere colpire i peli delle altre aree del corpo, nei casi più gravi la persona può divenire completamente priva di peli e capelli. Colpisce circa 1 persona su 1000 e l'età d'esordio è generalmente prima dei 30 anni, comunque il disordine può presentarsi a qualsiasi età. Uomini e donne sono colpiti in egual misura. E' frequente nella Sd di Down (circa il 10% dei casi) e resistente alle cure. Si associa spesso con tiroidite cronica autoimmune e vitiligine, altre due malattie a genesi autoimmune ossia dove vi è un alterato comportamento del proprio sistema immunitario che porta a danneggiare le proprie strutture.


L'alopecia areata è causata da un infiammazione autoimmune peribulbare che distrugge il normale ciclo del capello. I capelli infatti normalmente passano da un periodo di crescita attiva (anagen), ad un involuzione follicolare (catagen) e poi al periodo terminale in cui le attività vitali sono completamente cessate (telogen.
Nell'alopecia areata l'infiammazione peribulbare è associata con modificazioni distrofiche dei follicoli in anagen e stimola una prematura transizione dalla fase anagen alle non proliferative catagen e telogen.
Vari elementi sono stati annoverati come fattori scatenanti gli episodi di alopecia areata. Tra questi si ritrovano infezioni, farmaci, vaccinazioni, ma il fattore più noto e comune che si ritrova nella storia di chi ne è affetto è lo stress più o meno forte.
Inoltre sembrano esserne maggiormente affetti chi soffre di ansia e di disturbi del comportamento.

L'alopecia areata si presenta tipicamente con chiazze lisce, circolari, totalmente glabre. Occasionalmente la perdita dei capelli viene preceduta da una sensazione di prurito o bruciore. Alla periferia della chiazza in attività si notano, nella fase di attività, i peli a "punto eclamativo", ossia peli troncati a qualche millimetro dall'origine e assottigliati nella loro parte prossimale, terminanti con bulbo in telogen.
La sede della chiazza iniziale è in genere alla barba o al cuoio capelluto e l'interessamento di altre zone corporee è meno comune e tipico delle forme estensive. Una rara variante è quella di un alopecia areata che non si presenta a chiazze ma diffusa che comporta una riduzione generalizzata del diametro dei capelli.
I capelli bianchi sono molto meno colpiti, possono essere del tutto risparmiati, portando ad un apparente imbiancamento repentino dei capelli; in realtà si tratta di un'alopecia areata acutissima che ha colpito appunto solo i capelli scuri.

L'alopecia totale coinvolge tutto il cuoio capelluto, l'alopecia universale tutti i peli corporei. Nella fase di stato la chiazza è glabra senza peli a punto esclamativo, nella fase di remissione i peli ricrescono di solito più chiari (leucotrichia) per poi ritornare al loro colore naturale.
Circa il 50% di coloro che hanno solo limitate chiazze di alopecia vedranno una guarigione entro un anno, sebbene quasi tutti avranno esperienza di ulteriori episodi della malattia.
Comunque l'alopecia areata può persistere per diversi anni e in certi casi i capelli non ricrescono più. Circa il 10% dei casi esita in un'alopecia totale o universale.

Alcuni fattori sono stati associati ad un maggior rischio di progressione della malattia o comunque a scarse probabilità di ricrescita dei capelli, essi sono:
- esordio nell'infanzia
- una malattia severa, specialmente un'alopecia totale o universale
- durata maggiore all'anno
- localizzazione alla zone occipitali e temporali (ofiasi)
- associata onicopatia (interessamento ungueale)
- associata atopia
- familiarità per alopecia areata
Spesso per la diagnosi è sufficiente l'esame clinico. Se la diagnosi non è chiara si ricorre alla biopsia.

Tutti i farmaci immunosoppressivi, in particolare i corticosteroidi, sono teoricamente in grado di arrestare la progressione e di far ricrescere i peli, anche dopo anni di durata della malattia.
E' difficile però, anche diminuendo il dosaggio dei corticosteroidi molto lentamente, riuscire a interrompere la cura senza subire un fenomeno di "rimbalzo", senza cioè che la malattia ricompaia in forma più grave.
Si preferiscono quindi, perlomeno per le forme ad estensione limitata, terapie locali quali corticosteroidi topici o per via intralesionale.

Farmaci immunosoppressori per via orale (ciclosporina A, corticosteroidi) sono spesso utilizzati nei quadri molto estesi e/o a rapida progressione e possono dare dei buoni risultati, pur rendendo necessario un attento monitoraggio dei pazienti, a causa dei frequenti effetti collaterali.
Inoltre, come detto sopra, alla sospensione del trattamento segue quasi costantemente una ripresa della caduta di capelli.

La PUVA terapia, basata sull'irradiazione con ultravioletti di tipo A della cute precedentemente sensibilizzata con psoralenici, ha dato risultati incostanti. Con l'applicazione di prodotti irritanti quali l'antralina, impiegata soprattutto nel trattamento di pazienti in età pediatrica, sono stati ottenute risposte variabili. La terapia sensibilizzante topica consiste nell'utilizzazione di particolari sostanze, quali il difenilciclopropenone e l'acido squarico, in grado di scatenare localmente una reazione allergica da contatto, al fine di mantenere una costante reazione infiammatoria di basso grado ed una conseguente stimolazione alla ricrescita dei peli. Questa terapia ha dato risultati incoraggianti in pazienti selezionati, ma risulta comunque complessa e piuttosto impegnativa sia per il paziente che per il medico. In conclusione, al momento attuale, nessuna delle terapie maggiormente impiegate nel trattamento dell'alopecia areata risulta di semplice attuazione, né sicuramente efficace.
Anche nei casi in cui si riesca ad ottenere una remissione completa, inoltre, l'elevata incidenza di recidive determina spesso un ripetuto sottoporsi a trattamenti aggressivi e non privi di effetti collaterali.

Collaborazione scientifica del prof. Marco Toscani e del dott. Pasquale Fino, Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico Umberto I – Università "Sapienza" di Roma.

FareAdviHair sostiene FARE, Registro Italiano dellAlopecia Fibrosante Frontale, realizzato dal Centro di Ricerca in Dermatologia del DIMES, Università di Bologna, guidato dalla Prof.ssa Bianca Maria Piraccini, in collaborazione con il Centro Studi GISED.

INFORMATIVA SULLA PRIVACY

In relazione all'informativa di cui al decreto legge nr. 196/2003, esprimo/esprimiamo il consenso al trattamento dei miei/nostri dati personali da parte della Vostra società, per le finalità connesse all'attività di impresa. In nessun caso i dati dovranno essere ceduti a altri per utilizzi diversi da quelli inerente il rapporto con Cesare Ragazzi Laboratories e Layout Advertising Group. Esprimo/esprimiamo, inoltre, il consenso affinché il trattamento dei miei/nostri dati personali possa avvenire anche con modalità elettroniche e/o automatizzate idonee a collegare i dati stessi anche a quelli di altri soggetti, in base a criteri qualitativi, quantitativi e temporali, ricorrenti o definibili di volta in volta. Esprimo/esprimiamo altresì il consenso al trattamento dei miei/nostri dati personali da parte di società, enti o consorzi che Vi forniscano specifici servizi elaborativi ovvero svolgano attività funzionali a quella della Vostra società, nonché ai soggetti ai quali la facoltà di accedere ai miei/nostri dati personali sia riconosciuta da disposizioni di legge o di normativa secondaria o comunitaria.

Questo sito utilizza cookie, per saperne di più clicca qui. Cliccando su ok accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.