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Cute e capelli
I capelli
Caratteristiche fisiologiche
Come possiamo definire i capelli? Sono dei peli costituiti da cellule epiteliali cheratinizzate. Disposti fittamente, uno accanto all'altro, i capelli fuoriescono dai follicoli piliferi presenti nel cuoio capelluto.

Il colore dei capelli dipende dalla melanina, principale responsabile della pigmentazione della pelle e dei peli. I capelli biondi o rossi sono più sensibili agli effetti lesivi dei raggi solari. L'esposizione al sole rende il fusto più fragile e tende a schiarire il colore dei capelli, soprattutto se biondi. Il colore dei capelli può variare anche con l'età; infatti, nei biondi e nei rossi tende a scurirsi nel corso degli anni. Con l'invecchiamento i capelli tendono a divenire bianchi: dapprima alle tempie, poi al vertice e quindi all'occipite. Nei capelli bianchi i melanosomi risultano del tutto assenti, a causa della improvvisa e totale perdita dei melanociti del bulbo.

La lunghezza dei capelli, che può raggiungere e superare il metro, dipende da fattori ereditari ed è variabile nei diversi individui.

L'aspetto (liscio, ondulato, riccio) dipende da fattori ereditari. Nelle persone con capelli lisci il fusto è perfettamente circolare, mentre nelle persone con capelli ricci essi, il fusto assume una forma ovoidale leggermente schiacciata.

Il diametro (60-85 µm) è di solito in relazione al colore dei capelli, essendo tendenzialmente maggiore nei capelli bruni o neri.
Il numero dei capelli presente in ogni individuo varia da 100.000 a 150.000. Le variazioni dipendono da fattori ereditari e razziali, dall'età e dal colore dei capelli. Il numero dei capelli è infatti maggiore nei bianchi rispetto ai neri e ad alcuni gruppi asiatici. Nei soggetti biondi il numero di capelli - come densità follicolare - è superiore (in media 140.000) rispetto agli individui con capelli bruni (109.000). La riduzione del numero dei capelli in rapporto all'età dipende, in parte, dalla progressiva riduzione della densità dei follicoli piliferi. Questo processo inizia, a seconda degli individui, tra i 30 e i 40 anni e non risparmia nessuno dopo i 50 anni.
La velocità di crescita dei capelli varia nei diversi individui, è maggiore nell'età giovane-adulta e diminuisce con l'invecchiamento. Varia da 0,3 a 0,5 mm al giorno, portando a una crescita di 1-1,5 cm al mese.
La perdita di capelli che si verifica fisiologicamente in un giorno varia da 30 a 60. È frequente osservare una variazione stagionale nella caduta giornaliera dei capelli, con una perdita maggiore nei mesi di agosto e settembre e una minore in marzo.

Capelli e Ormoni
Gli ormoni possono influenzare il funzionamento dell'apparato pilosebaceo ( mettere link), in particolare gli ormoni androgeni generalmente hanno un effetto favorente sullo sviluppo del follicolo pilifero, inducendo la trasformazione dei peli del vello in peli terminali; ciò avviene, per esempio, alla pubertà per i peli ascellari. Tuttavia, gli ormoni androgeni possono essere causa di un effetto opposto; possono cioè, in alcune zone, inibire lo sviluppo dei follicoli piliferi, inducendo una riduzione della durata della fase anagen. Ciò comporta una progressiva "miniaturizzazione" del follicolo pilifero, come avviene nell'alopecia androgenetica.
L'enzima 5 -reduttasi ha un ruolo particolarmente importante nel regolare l'intensità dello stimolo ormonale non solo sul follicolo, ma anche sulla ghiandola sebacea. Questo enzima, infatti, trasforma l'ormone androgeno testosterone in una sua forma biologicamente più attiva, il diidrotestosterone ( mettere link).
L'attività di questo enzima a livello del cuoio capelluto è maggiore nel maschio e, in entrambi i sessi, più elevata nelle regioni centrali del cuoio capelluto rispetto alla zona occipitale. L'attività dell'enzima inoltre risultata maggiore nei soggetti colpiti da alopecia androgenetica.

Nel follicolo pilifero è attivo anche un altro enzima: l'aromatasi. L'aromatasi è capace di trasformare il testosterone in estrogeni (estradiolo, estrone). Gli estrogeni hanno la capacità di prolungare la fase anagen: i follicoli piliferi tendono pertanto a prolungare la fase di crescita e a ritardare il passaggio alla fase telogen. Sotto l'influenza degli estrogeni il numero di capelli che cade tende a diminuire.
Questo enzima è ridotto in entrambi i sessi in presenza di alopecia androgenetica.